|


IL
PAPA GIOVANNI PAOLO II DICE AI PRETI
.
|
"Senza
unopportuna formazione umana lintera formazione sacerdotale sarebbe
priva del suo necessario fondamento."
Propositio
N. 21
Questaffermazione
dei Padri Sinodali esprime non soltanto un dato quotidianamente suggerito dalla
ragione e confermato dalla esperienza ,ma unesigenza che trova la sua
motivazione più profonda e specifica nella natura stessa del presbitero e del
suo ministero.
|
 |
Proprio
perché il suo ministero sia umanamente il più credibile ed accettabile occorre
che il sacerdote plasmi la sua personalità umana in modo da renderla "ponte"
e non ostacolo per gli altri
è"necessario che sullesempio di
Gesù che sapeva quello che cè in ogni uomo,( Gv.2,25) il sacerdote sia
capace di conoscere in profondità lanimo umano, di intuire difficoltà
e problemi, di facilitare lincontro e il dialogo, di ottenere fiducia
e collaborazione, di esprimere giudizi sereni e oggettivi. " Occorre allora
leducazione allamore per la verità, alla lealtà, al rispetto per
ogni persona, al senso della giustizia, alla fedeltà alla parola data, alla
vera compassione, alla coerenza e, in particolare allequilibrio di giudizio
e di comportamento. Di particolare importanza è la capacità di relazione con
gli altri, elemento veramente importante per chi è chiamato ad essere responsabile
di una comunità e ad essere "uomo di comunione". Questo esige che
il sacerdote non sia né arrogante né litigioso, ma affabile, ospitale, sincero
nelle parole e nel cuore, prudente e discreto, generoso e disponibile al servizio,
capace di offrire personalmente, e di suscitare in tutti rapporti schietti e
fraterni, pronto a comprendere, perdonare e consolare. Nel contesto della umanità
di oggi condannata a massificazione e a solitudine, uno dei segni più eloquenti
di comunione e di annuncio del messaggio evangelico e come tale qualificante
e decisivo è la formazione alla maturità affettiva, quale esito delleducazione
allamore vero e responsabile.
GIOVANNI
PAOLO II
|
 |